Landing History - OPERATION SHINGLE 1944

AL VIA LE VISITE GUIDATE DELLE GROTTE DI APRILIA E DELLO SBARCO DI ANZIO - GO-HAED FOR THE GUIDED TOURS OF THE CAVES AND OF ANZIO LANDING
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Landing History

History Info
OPERAZIONE SHINGLE
FORZA DA SBARCO ALLEATA, 22 gennaio 1944

6° Corpo di Armata: Maggiore Generale John W. Lucas a bordo della USS Biscayne

Task Force 81: Ammiraglio Frank J. Lowry, U.S. Navy a bordo della USS Biscayne

Task Force X-Ray: Ammiraglio Frank J. Lowry, U.S. Navy
3a Div. Fant. US: Maggiore Generale Lucian K. Truscott Jr.
6615° Ranger: Colonnello William O. Darby
504° Paracadutisti: Colonnello Reuben H. Tucker

Task Force Peter: Contrammiraglio Thomas Troubridge, Royal Navy
1a Div. Britannica: Maggiore Generale W.R.C. Penney
2a Brigata Servizi Speciali: Generale di Brigata R.J.F. Tod
(Per la lista completa delle unità alleate impiegate sul fronte di Anzio e Nettuno, consultare l'apposita sezione ORDINI DI BATTAGLIA) qui/here

PREMESSA

L'operazione in codice “Shingle” (tradotto in “ciottoli da spiaggia”), fu voluta con molta insistenza dal primo ministro inglese Wiston Churchill per aggirare la Linea Gustav ( linea difensiva Tedesca che tagliava in due il centro italia, dal mar Tirreno al Mar Adriatico passando per Cassino), e fu riproposta nella conferenza di Cartagine del 25 Dicembre 1943, dopo che era stata cancellata nel mese di novembre. Il piano di Invasione fu Pianificato il 7/8 gennaio 1944 nella conferenza di Marrakech dal primo ministro Wiston Churchill e il presidente americano Franklin D. Roosevelt. Viene decisa la data del 22 Gennaio 1944.

LO SBARCO

Il 21 gennaio 1944, la flotta alleata salpò dal porto di Napoli e dai porti limitrofi del golfo: era composta da oltre 270 navi di cui, 4 navi di tipo LiBERTY, 8 LSI (landing ship infantry), 84 LST (landing ship tank), 96 LCI (landing craft infantry), e 50 LCT (landing craft tank), con l'appoggio e l'ausilio di 5 incrociatori, 24 cacciatorpediniere e numerosissime unità navali minori. (Dragamine, Contraerea, Patrol Boat, Navi Officina ecc). La flotta gettò le ancore al largo di Anzio e Nettuno verso le 00.05. Alle ore 01.50 circa tre mezzi da sbarco Britannici LCT(R) equipaggiati di lanciarazzi da 127mm iniziarono ad aprire il fuoco lungo la costa. Alle 02.00 iniziarono le manovre di sbarco con la prima ondata e con grande sorpresa dei soldati, non ci fu quasi nessuna reazione di difesa da parte dei Tedeschi. La 3a Divisione di Fanteria US sbarcò a sud di Nettuno (X-RAY BEACH), con l'appoggio del 751° Battaglione carri. Una Compagnia del genio del 36° Reggimento coadiuvati dall' 83° battaglione chimico USA sminarono l'intera area di sbarco per permettere lo sbarco di soldati, mezzi e materiali. Nel Frattempo nel porto di Anzio sbarcarono i soldati del 1°,3°,4° Rangers US , mentre la città di Nettuno fu conquistata dal 509° Battaglione Fanteria Paracadutista US con l'appoggio del 504° Battaglione Para. US.
A nord di Anzio nella zona di sbarco Peter Beach (l'odierna lido dei gigli – lido dei pini), sbarcarono con difficoltà le truppe comandate dal Generale Penney. I primi a prendere la spiaggia furono i Commandos della 2a Brigata Servizi Speciali (9° e 43° Royal Marine Commandos), seguiti dai Genieri per le opere di sminamento, subito dopo la spiaggia venne saturata dall'intera !a Divisione Britannica. Durante la prima giornata, gli alleati sbarcarono circa 36.000 soldati (di cui 27.000 americani e 9.000 britannici) e circa 3200 veicoli. Le perdite alleate nel primo giorno di sbarco furono minime, 13 morti e circa 90 feriti.


IL CASO “RICHARD” (contrattacco Tedesco)

Le prime notizie sullo sbarco alleato giunsero al quartier generale tedesco del gruppo di armate C verso le 05.00 del 22 gennaio 1944, e Albert Kesserling (Feldmaresciallo Capo delle forze tedesche in Italia), allertò subito la 4a Divisione Paracadutisti (fallschirmjäger) e le unità della Divisione Panzer-Division “Hermann Goering” non lontane da Roma e ordinò loro di bloccare le strade che portavano a roma e quelle che collegavano Anzio ai Colli Albani. Alle ore 06.00 il comando Tedesco informò Berlino di quanto era accaduto nella mattinata durante lo sbarco, e chiese l'attuazione del “Caso Richard”. Questo piano prevedeva in caso di emergenza di trasferire quanti più unità dislocate in Italia e dai Balcani, per trasferirle tutte nella zona di Anzio e Nettuno. Il 23 gennaio 1944 il generale Von Mackensen assunse il comando della 14a Armata incaricata di organizzare queste divisioni e contrastare le forze alleate sbarcate ad Anzio e Nettuno; le truppe tedesche giunsero sul posto rapidamente e già il 29 gennaio erano numericamente superiori alle forze di del Generale Lucas (6° Corpo di Armata).

IL CASO “RICHARD” Tabella delle unita' Tedesche

dal 22 al 23 Gennaio 1944

(Oberbefehlshaber West) OB-WEST
715a Divisione Fanteria Motorizzata
998° Battaglione Artiglieria
1° Battaglione del 4° Reggimento Panzer
301° Panzer Abt

(Oberbefehlshaber Südest) OB- Südest
114a Divisione leggera Jager
due battaglioni di artiglieria

(Oberbefehlshaber Südwest) OB- Südwest
XIV ARMATA
92a Divisione fanteria
65a Divisione fanteria
362a Divisione di Fanteria

X ARMATA
Kampfgruppe. Divisione Panzer “Herman Goering”
(3 Batt. Panzergrenadier, 1 batt, Artiglieria)
Kampfgruppe. 15a Divisione Panzer
(1 Regg. Panzergrenadier, 2 Batt. Artiglieria)
Reggimento “Brandenburg”
56° Reggimento “Nebelwerfer”
60° Battaglione Genio

CORPI ORGANIZZATI IN GERMANIA
Quartier Generale LXXII Corpo di Armata
Reggimento Fanteria “Lerh”
Reggimento Artiglieria “Lerh”
508° s.PZ. Abt. Carri Tigre
1026° Reggimento Granatieri
1027° Reggimento Granatieri
Tre Battaglioni truppe di sicurezza
Due Battaglioni OST (volontari Russi)
Sei Battaglioni del Genio


Il feldmaresciallo Albert Kesserling affrontò il problema di creare una cintura difensiva intorno Anzio e verso le 8.30 del mattino ed incaricò il Generale Von Vietinghoff (Comandante della X Armata). Von Vietinghoff ordinò alla X Armata tedesca (impegnata nella zona di Cassino) di distaccare alcune truppe di cui poteva fare a meno per poterle inviare sul fronte di Anzio. La missione venne affidata al 1° Corpo d'Armata Fallschirmjäger più i reparti di riserva che comprendevano la 3a Divisione Panzergrenadier, la 71a Divisione di Fanteria e la Divisione Herman Goering che potevano essere trasferiti nella stessa giornata. Nella stessa giornata lo stesso ordine arrivo alla 1a Divisione Fallschirmjäger e alla 26a Divisione Panzer, inoltre il Generale Frido Von Senger und Etterlin, comandante del XIV Corpo d'Armata Panzer raccomandarono la ritirata dal fronte del Garigliano per accorciare le linee a Cassino e liberare almeno due Divisioni da poter inviare ad Anzio, ma Kesserling decise di mantenere le posizioni difensive e di rischiare, nella convinzione che gli alleati ad Anzio sarebbero usciti dalla testa di sbarco con molta cautela.
Albert Kesselring (Feldmaresciallo)
Dopo l'8 settembre 1943, assunse il comando supremo di tutte le forze tedesche in Italia.
Eberhard von Mackensen (Generaloberst)
Trasferito in Italia nel 1943 assunse nel gennaio 1944 il comando della 14a Armata incaricata di fronteggiare le truppe alleate sbarcate ad Anzio.
Heinrich von Vietinghoff (Generaloberst)
Comandante della 10a Armata (Linea Gustav) incaricata di fronteggiare le truppe alleate sbarcate ad Anzio.
Frido von Senger und Etterlin (General der Panzertruppe)
Comandante del 14° Panzerkorps (Linea Gustav) incaricata di fronteggiare le truppe alleate sbarcate ad Anzio.
OPERAZIONI AEREE

L'unica forza disponibile che Kesserling aveva, erano circa sessanta bombardieri JU 88 e HE 111 quasi sempre armati di siluri nel sud della Francia, ne fece richiesta e furono assegnati per le operazioni contro le spiagge di Anzio e Nettuno. Gli attacchi aerei tedeschi raggiunsero il picco il 23 Gennaio 1944 con circa 55 aerei nella zona colpirono due cacciatorpedinieri Britannici di appoggio allo sbarco nell'area di Peter Beach.
La HMS Janus venne affondata da un siluro, mentre la la HMS Jervis fu colpita e danneggiata da una bomba teleguidata HS-293. A seguito dei raid aerei la Royal Navy decise di rimandare a Napoli la HMS Penelope e progettava di ritirare altre navi dalla testa di sbarco. A seguito di questi attacchi ce ne furono altri la sera del giorno dopo, sette bombardieri pesanti HE-177 partiti da Bordeaux in Francia non riuscirono a colpire nessuna nave alleata benchè avessero sganciato numerosi bengala illuminanti sulla flotta nemica. Tra la notte del 23 e 24 gennaio la 255a Squadriglia della Raf intervenì a protezione della flotta con i caccia notturni “Beaufighter” e abbattè sei JU 88, quattro HE 177, quattro DO 217 e un HE 111. La copertura alleata ostacolava i Raid tedeschi durante le ore diurne, ma la Luftwaffe il 24 sera tornò in forze per un altro attacco. Attaccarono di nuovo con oltre cinquanta cacciabombardieri l'area dei trasporti e colpirono la USS Plunkett con una bomba da 500 Kg, e misero a segno molti altri colpi contro le navi alleate mancando di poco la USS Brooklyn (Nave Comando Ammiraglia). Tre navi ospedale subirono gravi danni e la ST. David colpita da una bomba HS-293 colò a picco. Ulteriori bombardieri HE 177 con oltre undici veivoli decollati da Bordeaux attaccarono senza successo. Il 26 Gennaio la minaccia aerea era talmente grave che l'Ammiraglio Lowry ordinò agli incrociatori e cacciatorpedinieri di allontanarsi dall'area di sbarco per essere meno vulnerabili. Il 27 Gennaio, bombardieri pesanti americani bombardarono le principali basi della Luftwaffe nel sud della Francia, cercando di limitarne le operazioni. Nonostante questi attacchi alleati contro le basi tedesche il 29 Gennaio una bomba Teleguidata HS-293 affondò l'incrociatore Britannico HMS Spartan e la nave da carico S. Huntington. A fine Gennaio l'aviazione Tedesca aveva indebolito la flotta di supporto alleata, ma a caro prezzo, con un totale di circa novanta aerei abbattuti. Come prevenzione il 30 Gennaio duecentoquindici B 17 e B 24 Americani bombardarono con efficacia le quattro principali basi tedesche in nord Italia supportati dal 325° Gruppo di P 47 Americani che eludendo i radar a bassa quota distrussero circa centoquaranta aerei compresi i temibili caccia BF 109 limitando i Raid verso Anzio. Seguirono altri Raid aerei Tedeschi e anche attacchi dai sommergibili U-BOAT. Il 15 Febbraio la USS Herbert C. Jones venne danneggiata gravemente da una bomba HS 293, il 16 Febbraio il sommergibile U 230 silura un LST 418 Britannico, il 18 Febbraio la HMS Penelope in rotta verso Napoli viene affondata dal U-410, il 25 Febbraio la HMS Inglefield viene affondata dalla Luftwaffe e il 10 Marzo le unità della Marina Britannica affondano l' U-450. Durante questi giorni di battaglie aeree l'aviazione alleata del XII Air Support Command con il MAAF (Mediterranean Allied Air Force)aveva sopraffatto la Luftwaffe Tedesca con oltre 27.200 passaggi aerei sulla testa di sbarco e aveva il dominio dei cieli nell'area dell'operazione Shingle. (vedere lista squadroni nella sezione ordini di battaglia).  qui/here
OPERAZIONI DI TERRA

Il 22 e 23 Gennaio gli alleati non attaccarono subito ma si limitarono solo ad esplorazioni in direzione di Campoleone (snodo ferroviario a nord di Aprilia di competenza Britannica), e di Cisterna di Littoria (cittadina strategica sull'Appia di competenza Americana). Nel frattempo il “Caso Richard” era in atto ed il Generale Von Mackensen (XIV Armata) aveva ammassato più di 40.000 soldati e altri erano in arrivo da altri fronti. Nella giornata del 24 Gennaio gli alleati iniziarono le operazioni verso l'interno con la 24a Brigata Guardie Britannica supportata dai carri del 46° Royal Tank Regiment (carri armati Sherman), in direzione di Campoleone, supportati anche dal 179° Reggimento della 45a Divisione di Fanteria Americana, occupando Aprilia e la frazione di Carroceto il 25 Gennaio. Nell'altro versante (Americano) il 24 e 25 Gennaio la 3a Divisione di Fanteria Americana e il 504° Reggimento Paracadutisti si dirigono verso Cisterna e Littoria (odierna Latina), ma vengono respinti dopo una intensa resistenza tedesca. Il Feldmaresciallo Kesselring voleva reagire subito con forza ma il Generale Von Mackensen volle posticipare gli attacchi per avere più soldati che erano in arrivo da altri fronti. A fine Gennaio i Tedeschi contavano quasi 75.000 soldati contro i 69.000 alleati sbarcati in una settimana dal giorno D (D significa giorno dello sbarco citato nei Piani Segreti dell' Operazione Shingle). Il Generale Lucas (Comandante del 6° Corpo di Armata) preparava un attacco a Cisterna e uno a Campoleone, ma un contrattempo fece rimandare il piano e venne posticipato il giorno dopo, perchè una pattuglia della 24a Brigata Guardie Britannica finì nelle linee nemiche e i piani segreti dell'attacco caddero nelle mani dei Tedeschi. Invece la 3a Divisione con i Rangers erano incaricati di attaccare Cisterna il 30 Gennaio. Il 1° e 3° Battaglione Rangers erano diretti a loro insaputa nell'area dove erano ammassati dei battaglioni Tedeschi tra cui la 715a Divisione di Fanteria Motorizzata e le unità corazzate della Herman Goering. I Rangers erano numericamente inferiori e non avevano l'armamento adeguato per attaccare queste divisioni, e a metà giornata del 30 Gennaio nella zona di Isolabella la Divisione Herman Goering chiuse ogni varco accerchiando i Rangers. I Tedeschi avevano catturato circa 600 Rangers dei 767 partiti in missione e solo 6 tornarono nelle proprie linee. Nel frattempo il 4° Rangers si dirigeva in zona in soccorso del 1° e 3° Battaglione ma perse circa la metà dei suoi soldati. Alla fine della battaglia i superstiti del 1°,3°,4° ritornati ad Anzio confluirono nella 1a Special Service Force (Americana-Canadese). In zona Britannica nel giorno 30 Gennaio la 24a Brigata Guardie e dalla 1a Divisione Corazzata USA si dirigevano verso Campoleone ma il pesante fuoco nemico e i campi minati rallentarono di molto i mezzi corazzati , durante la sera i soldati delle Guardie Irlandesi e Scozzesi riuscirono a sfondare a 3 Km a nord di Aprilia ma si fermarono per l'accanita resistenza dei Tedeschi. Il Giorno dopo la 3a Brigata Britannica iniziò l'attacco, ma tutta la zona era sotto il fuoco nemico, così tanto che tra le truppe degli Sherwood Foresters c'era ormai un senso di sbandamento e confusione, oltre alle altissime perdite. Partiti con circa 786 soldati si ritrovarono con meno di un terzo degli effettivi e quando la 1a Divisione Corazzata arrivò in soccorso trovò l'area di battaglia ricoperta di cadaveri. In quei giorni di fine Gennaio e inizio Febbraio i tedeschi contavano circa 95.000 soldati contro i 76.000 alleati, e a questo punto di stallo i Generali Clarck e Lucas ordinarono a Truscott di trincerare le sue truppe.
THE THUMB (IL POLLICE), 3-11 FEBBRAIO 1944

La prima offensiva Tedesca comandata dal Generale Von Mackensen mirava ad eliminare il saliente che era stato creato dalla 1a Divisione Britannica, questo saliente era stato chiamto “The Thumb” (il pollice). L'attacco Tedesco iniziò la tarda sera del 3 Febbraio con il 145° Reggimento Granatieri, la 65a Divisione e il 104° Reggimento Panzergrenadier supportati da circa 18 semoventi equipaggiati con gli 88 mm. L'operazione tedesca aveva come scopo di tagliare fuori la 3a Brigata Britannica nella zona di Campoleone. All'alba l'attacco Tedesco riuscì a raggiungere la via Anziate (odierna via Nettunense) attraversando le posizioni della 24a Brigata Guardie. Durante la giornata ci furono violenti combattimenti, i Tedeschi volevano mettere in sicurezza il varco creato tra le fila Britanniche, e al tempo stesso i Britannici tentavano di liberare la 3a Brigata. Nel pomeriggio il Generale Penney ordinò un contrattacco con il 1° Battaglione London Scottish della 168° Brigata, con l'appoggio del 46° Reggimento Carri. L'attacco riuscì a chiudere quel varco aperto dai tedeschi ma ormai la posizione della 3a Brigata era indifendibile, e il Generale Penney nel tardo pomeriggio ordinò una ritirata generale nella zona del “Thumb” da parte della 3a e 24a Brigata ripiegando nella zona di Aprilia a 4km più a sud. A fine giornata la 1a Divisione Britannica aveva perso circa 1400 soldati quasi tutti appartenenti alla 3a Brigata che fu sostituita dalla 168a. I Britannici si riorganizzarono con la 24a Brigata ad ovest di Carroceto, la 168a al centro e la 2a ad est con la 3a (decimata) di riserva. Tra il 7 e 8 Febbraio Von Mackensen rinnovò un attacco con l'obiettivo di riprendere Aprilia e Carroceto con la 29a Divisione Panzer Grenadier. La tattica Tedesca consisteva nell'infiltrare soldati nelle linee britanniche sfruttando le condizioni meteo avverse (nebbia e oscurità), facendo in modo che le truppe britanniche fossero esposte dal fuoco nemico da tutte le direzioni. Questa tattica fu adottata dal 145° Reggimento Granatieri che ebbe successo contro la 24a Brigata Guardie ma nella confusione i soldati finirono in un combattimento corpo a corpo. Durante la Giornata la battaglia continuava nella zona di Aprilia e nel pomeriggio il Generale Penney dovette far ricorso alla 3a Brigata di riserva nelle retrovie per dare rinforzo al 2° Battaglione “North Staffordshire” che combatteva lungo i fossati del Buon Riposo, questa unità aveva ormai perso il 50% dei soldati effettivi. In seguito si placarono i combattimenti e i tedeschi fecero circa 790 prigionieri Britannici. Verso mezzanotte i Tedeschi sferrarono un altro attacco con il Kampfgruppe “Graser” (Panzer Grenadier Division) che attaccò la 168a Brigata, in appoggio e sostegno dei Britannici furono inviati i carri del 1° Reggimento Corazzato USA per rinforzare le posizioni, ma dopo le incessanti piogge di quei giorni i carri di supporto si bloccarono in un terreno fangoso appena usciti dalla sede stradale. A questo punto i Tedeschi riconquistarono Aprilia e i Britannici a stento resistevano ormai stremati dai duri combattimenti e con solo il 50% dei soldati effettivi. La 5a Armata USA ordinò l'intervento della 45a Divisione di Fanteria per tenere la linea del fronte, e i combattimenti proseguirono per tutta la notte fino alla mattina successiva e grazie ad un efficace fuoco di artiglieria Alleata, i Tedeschi vennero respinti durante due assalti nella zona della stazione di Carroceto, ma durante la giornata i Britannici ripersero la posizione della stazione che era tornata in mano della Kampfgruppe “Graser”. Le perdite furono pesanti per entrambi gli schieramenti, il peggio era toccato allla 168a Brigata ridotta ad un terzo degli effettivi. Il Generale Lucas inviò altri due Reggimenti della 45a Divisione USA per riprendere Aprilia e rinforzare i Britannici con l'appoggio del 191° Battaglione Carri, e il 1° Battaglione del 179° Reggimento della 45a Divisione contrattaccò l' 11 Febbraio cercando di riprendere Aprilia ma i “Graser” resistettero. I carri “Sherman” annientarono le difese Tedesche che resistevano negli edifici di Aprilia, ma gli alleati dovettero ritirarsi perchè rimasero senza munizioni. Nel pomeriggio ci fu un altro attacco del 1° Battaglione del 179° Reggimento della 45a Divisione che riuscì ad aprirsi un varco ad Aprilia ma furono cacciati, un altro attacco nel tardo pomeriggio fu respinto ripristinando le difese Tedesche. Le fasi alternate continuarono così anche dopo il tramonto e pertanto furono sospesi gli attacchi Britannici. Nel frattempo i bombardieri pesanti alleati sganciarono tonnellate di bombe sulle riserve tedesche che stazionavano nella zona di Campoleone e Cecchina. Alla fine del 11 Febbraio l'offensiva Tedesca “The Thumb” volse al termine, Aprilia, Carroceto e Buon Riposo erano in mano Tedesca.

OPERAZIONE FISCHFANG (CATTURA DEL PESCE), 16-19 FEBBRAIO 1944

Il Feldmaresciallo Kesselring decise di mettere in atto la più grande offensiva contro gli alleati, per cercare di destabilizzare ed annientare l'intera testa di sbarco, il nome dell'operazione era “Fischfang” (cattura del pesce) e fu programmata per il giorno 16 febbraio. A Berlino Hitler in persona approvò l'operazione il giorno 11 sperando in una decisiva disfatta degli alleati. Kesselring chiese altre due divisioni ma Hitler le negò, ma in cambio inviò un reggimento di Fanteria “Lehr” ed una nuova arma segreta, i mezzi cingolati da demolizione teleguidati come i “Goliath” (Sd.kfz. 302) e il Borgward (Sd.kfz. 304). Hitler pretese un martellante fuoco di sbarramento e inviò una compagnia corazzata equipaggiata con i cacciacarri pesanti “Elefant” equipaggiati con una cannone da 88mm (Sd.kfz.184). In supporto c'era anche un battaglione dotato dei nuovi carri “Panther” (Sd.kfz.171) equipaggiati con cannoni da 75mm. L'attacco Tedesco lungo la via Anziate doveva essere sferrato dal 1° Corpo d'Armata Fallschirmjäger mentre il LXXVI (76°) Corpo di Armata Panzer si organizzava contro la 3a Divisione di Fanteria americana nei pressi di Cisterna. L'attacco iniziò il 16 alle 6.00 di mattina con fuoco preliminare dell'artiglieria Tedesca verso la via Anziate presidiata maggiormente dalla 45a Divisione americana. In trenta minuti i Tedeschi spararono circa 6500 granate e gli alleati risposero con artiglieria terrestre e navale per almeno 2 ore di fila. Alle 6.30 le truppe Tedesche (anche se decimate) si lanciarono all'attacco nel settore della 45a Divisione mentre subivano attacchi aerei dall'aviazione Tedesca che mitragliava le loro posizioni. Verso Cisterna la divisione “Herman Goering” attaccò la 3a Divisione americana senza dare frutti, contrariamente la 4a Divisione Paracadutisti Tedesca era riuscita a penetrare le linee della 56a Divisione Britannica creando un varco e raggiungendo la zona del “FlyOver” (cavalcavia di Campo di Carne). In serata un attacco contro la 45a Divisione riuscì ad incunearsi tra i battaglioni del 157° e 179° Reggimento americano. Il 179° cercò di ripiegare verso la linea difensiva del Cavalcavia subendo molte perdite mentre il 2° Battaglione del 157° Reggimento rimase intrappolato e circondato nelle Grotte di Aprilia (Caves). Durante gli scontri il 12° Comando Aereo di supporto lanciò in volo contro le truppe tedesche circa 660 aerei a supporto del 6° Corpo di Armata USA. Il martellamento aereo con l'appoggio dell'artiglieria aveva decimato i battaglioni tedeschi, così il Generale Von Mackensen decise di sostituire le unità lungo il fronte con la 3a divisione Panzer equipaggiata con carri “Tiger” e “Panther”. I carri tedeschi dovettero procedere lungo la via Anziate a causa delle forti piogge che avevano compromesso il terreno di battaglia. L'avanzata tedesca preoccupò il Generale Lucas che ordinò alla 1a Divisione Britannica in riserva , di schierarsi a difesa della 45a Divisione USA. La notte arrivò l'ordine di contrattacco al 2° e 3° Battaglione del 157° e al 3° Battaglione del 179° Reggimento, ma questi reparti americani erano stati decimati per 1/3 e non contenerono le forze tedesche, anzi, furono indebolite ulteriormente mentre il 2° Battaglione del 157° Reggimento si difendeva su tutti i fronti nelle grotte di Aprilia. Lungo la via Anziate il Reggimento “Lehr” avanzò fino al cavalcavia di Campo di Carne che era il caposaldo del 1° “Loyal” della 2a Brigata Britannica che resistette fino al pomeriggio quando i tedeschi rinunciarono per concentrarsi contro il 180° Fanteria USA. (a destra dei Loyals). Grazie all' intervento dell'artiglieria americana e alla 1a Divisione Corazzata riuscirono a tenere salde le posizioni nella difesa del cavalcavia. I Tedeschi ormai esausti, disorganizzati, e con pochi effettivi iniziarono a ripiegare anche grazie alla pronta reazione degli ormai stremati soldati della 1a Divisione Britannica. Il giorno 19 Febbraio ci furono pochi attacchi Tedeschi di scarsa efficacia e le unità corazzate americane riuscirono ad eliminare il saliente che si era venuto a creare nella zona del cavalcavia. Gli alleati riconquistarono il territorio perduto lungo la via Anziate. Finita L'operazione Fischfang il soldati americani del 2° Battaglione del 157° Reggimento non più accerchiati nelle grotte ritornarono nelle loro linee, di circa 1000 soldati solo 200 si salvarono. Il Generale Von Mackensen attribuì la maggior parte delle perdite tedesche all'artiglieria alleata che sparava con circa 22 bocche da fuoco, sparando in quei pochi giorni circa 158.000 colpi di artiglieria. Le perdite tedesche ammontavano a circa 5000 soldati mentre quelle alleate a circa 4000 (per difetto).
 
 
 
 
OPERAZIONE “SEITENSPRUNG”, 29 FEBBRAIO – 3 MARZO 1944

Kesselring non aveva intenzione di interrompere gli attacchi contro la testa di sbarco, però si rese conto che le perdite erano ingenti e che ci sarebbe voluta una settimana per rimettere in stesto la 14a (XIV) Armata Tedesca, nel frattempo il Generale Von Mackensen proseguiva a far combattere le proprie truppe in piccole offensive circoscritte. Il 29 Febbraio iniziò l'offensiva “Seitensprung” contro la 3a Divisione di Fanteria USA. Il punto focale dell'attacco era la zona di Carano (est di Aprilia) e Isola Bella (sud di Cisterna), il 6° corpo di Armata USA si aspettava una offensiva quindi rinforzò le proprie linee. La 14a Armata Tedesca iniziò il cannoneggiamento prima di lanciarsi contro il nemico, ma la maggior parte degli attacchi fu respinto con l'aiuto della artiglieria alleata che sparò oltre 60.000 colpi nella sola prima giornata. Gli unici reparti Tedeschi che riuscirono a creare un saliente verso sud, era il Reggimento Panzergrenadier e la 362a Divisione di Fanteria che colpirono il 509° Paracadutisti nella zona di Carano. La 362a Divisione tentò di allargare il varco creato in precedenza ma fu respinta dal fuoco dei mortai e nel pomeriggio le azioni Tedesche erano state tutte neutralizzate. Nella notte e durante il giorno successivo, piccole insignificanti azioni da parte Tedesca non portarono a progressi. Il 1 Marzo fu ripetuto un attacco Tedesco ma in scala ridotta a causa delle perdite, contro il saliente di Carano riconquistato in precedenza. Nella mattinata i carri “Tiger” della 26a Divisione Panzer attaccarono le postazioni alleate nella zona di Ponterotto conquistata prima dell'alba, i carri spararono contro un plotone che era trincerato nelle proprie buche individuali, ma la pioggia battente di quei giorni fermò i Panzer, riducendo il terreno di battaglia in una vera e propria palude. Il resto lo fece l'artiglieria alleata scagliando migliaia di colpi contro la Divisione Panzer. Il giorno successivo 350 bombardieri alleati sganciarono tonnellate di bombe contro le posizioni Tedesche intorno la testa di sbarco. Alla fine delle operazioni dopo 5 giorni i Tedeschi avevano raggiunto 3.500 tra morti, feriti e dispersi, e almeno 30 carri distrutti. Nei giorni successivi la 3a Divisione di Fanteria USA riconquistò tutto il territorio perduto in precedenza.
PERIODO DI STALLO

Ormai dopo il fallimento delle tre offensive tedesche, il Gruppo di Armate C era costretto sulla difensiva. Hitler non prese bene le informazioni di disfatta provenienti dal fronte di Anzio e decise di riorganizzare la 14a Armata Tedesca. La Divisione Herman Goering fu trasferita a Livorno e la 114a Divisione Jager sull'adriatico. La 26a Divisione Panzer e la 29a Panzergrenadier ritornarono a Roma per riserva, invece altre unità di fanteria furono inviate nella testa di sbarco insieme ai battaglioni della Repubblica Sociale Italiana (Xa Flottiglia MAS). Anche gli alleati si riorganizzarono, la 5a Divisione Britannica prese il posto della 56a Divisione, e la malridotta 24a Brigata fu accorpata alla 18a Brigata. Sul fronte americano la 34a Divisione prese il posto della 3a Divisione. Come per la Werhmacht, gli alleati programmarono molte operazioni per marzo e aprile ma nessuna fu realizzata. Questo periodo fu caratterizzato da piccole incursioni e scaramucce di poco conto ma fecero circa 10.000 perdite umane. Invece l'ospedale da campo Americano situato a Nettuno era un obiettivo principale dei Tedeschi, colpi di artiglieria e aerei lo flagellarono, tanto è che i soldati rifiutavano di farsi curare preferendo il fronte che apparentemente era più sicuro.


OPERAZIONE “BUFFALO” 23 MAGGIO 1944

L'operazione Buffalo mirava di rompere le linee tedesche a Cisterna per poi dirigersi verso Velletri. Questo piano era attuabile per la scarsità di tedeschi a Cisterna e poteva allargarsi verso la via Casilina (High Way Six) che era l'unica via di rifornimento della 10a Armata Tedesca a Cassino. Bloccando la Casilina, gli alleati a Cassino potevano attaccare il fronte della linea Gustav, quindi si pensò di approfittare dell'operazione Buffalo a Cisterna per far scattare L'operazione “Diadema” l'11 e 12 maggio a Cassino. Il piano originale del Generale Clark era quello di trasferire la 85a e 88a Divisione dopo lo sfondamento di Cassino per inviarli ad Anzio a rinforzo dell'operazione Buffalo. Uno dei punti dell'offensiva americana era l'attacco a Valmontone, la 3a Divisione di Fanteria doveva occuparsi di questo attraversando il fronte della 34a Divisione mentre parallelamente la 1a Divisione Corazzata verso Velletri difendeva il fianco sinistro della 3a Divisione. Il Generale Von Mackensen inviò a Cassino le riserve della 14a Armata per l'operazione Diadema quindi la difesa Tedesca su Anzio fu ulteriormente indebolita anche grazie ad una errata valutazione dei Servizi Segreti Tedeschi che poco efficienti in quel periodo vennero depistati dagli alleati. Il Feldmaresciallo Kesselring era convinto di un altro sbarco nei pressi della foce del Tevere, e in seguito credette che gli alleati volevano procedere verso Roma lungo la strada più breve. Passando per Aprilia (via Anziate). A causa di questa convinzione Kesselring inviò truppe sul territorio di Aprilia e lasciò sola la 362a Divisione di Fanteria Tedesca a Cisterna che faticava a tenere il fronte. L'operazione Buffalo iniziò alle 05.45 del 23 Maggio con uno sbarramento di artiglieria lungo il fronte di Cisterna. La 1a Special Service Force (USA/CANADA) tagliò l'Appia a sud di Cisterna prima di mezzogiorno e la 1a Divisione Corazzata verso sera sfondò le linee della 362a Divisione di Fanteria Tedesca. Gli alleati devastarono la 362a Divisione di Fanteria Tedesca che perse metà degli effettivi , mentre la 715a Divisione ebbe due Reggimenti annientati. Il Generale Von Mackensen non poteva spostare le truppe di Aprilia verso Cisterna perchè erano sotto attacco dei Britannici con la 1a e 5a Divisione appoggiati dalla 45a Divisione di Fanteria Americana. Ormai Cisterna era stata accerchiata il 24 Maggio, ed il 25 cadde nelle mani della 3a Divisione. Il 26 Maggio la 1a Divisione Corazzata si lanciò verso Velletri e avanzò fino a 3 Km, mentre la 3a Divisone Raggiungeva Artena a 5 Km da Valmontone. Dopo tre Giorni il passo del 6° Corpo di Armata rallentò a causa delle 4.000 vittime.
OPERAZIONE “TURTLE” 26 MAGGIO 1944, ROMA

Il Generale Clark scelse di fermare l'attacco del 6° Corpo di Armata verso Valmontone e di spostare le truppe in direzione dei colli Albani dopo Velletri, passando dall'operazione Buffalo all'operazione Turtle disobbedendo al Generale Alexander. Clark voleva essere il primo ad entrare a Roma scegliendo la strada più breve, senza occuparsi minimamente di tagliare la strada (High Way Six) Casilina, che era la via dei rifornimenti della 10a Armata Tedesca a Cassino. Questa decisione mandò su tutte le furie i suoi subordinati , tanto che il Generale Truscott si recò di persona per contestare l'ordine impartito. Truscott affermò che essere il primo a conquistare Roma era una ricompensa do poco conto rispetto al tagliare le vie dei rifornimenti alla 10a Armata Tedesca. Clark aveva sottovalutato che la strada più breve non necessariamente era quella più veloce, infatti la 14a Armata Tedesca si era attestata e fortificata proprio sui colli Albani. I Tedeschi avevano l'artiglieria sulla linea Caesar e 3 Divisioni bloccavano l'accesso ad Aprilia lungo la via Anziate. La 1a Divisione Corazzata Americana aveva avuto il contrordine di riposizionarsi da Velletri alla via Anziate per dare supporto alla 45a Divisione per lo sfondamento delle difese Tedesche nei pressi di Aprilia. In quei giorni di fine maggio c'era uno stato di confusione tra i comandi Americani e Tedeschi che si “giocavano” il tutto per tutto. Il Feldmaresciallo Kesselring era furibondo verso il Generale Von Mackensen che non era stato efficace nel respingere l'attacco a Cisterna e soprattutto di non aver fatto in tempo a consegnare la 29a Divisione Panzegrenadier alla 10a Armata sulla linea Gustav che ormai era stata sopraffatta dall'operazione Diadema, per questo Kesselring sollevò dal comando Von Mackensen qualche giorno dopo (4 giugno). Durante i 3 giorni successivi gli alleati sfondarono lungo la via Anziate conquistando Aprilia (28 maggio), Campoleone e Lanuvio. La 3a Divisione Americana e la 1a Special Service Force nella zona di Velletri furono accorpate al 2° Corpo D'Armata che avanzava per spingersi a Valmontone. Nonostante questo le difese Tedesche sui colli Albani rimanevano ben solide e il 30 maggio l'avanzata Americana ebbe un arresto. Il Feldmaresciallo Kesselring rinforzò il varco di Velletri per coprire la ritirata della 10 Armata verso Roma. Le perdite Alleate dall'inizio dell'operazione fino alla fine di maggio superavano le 5000 unità. Il 30 maggio le prospettive per gli Americani migliorarono e la 36a Divisione USA veniva trasferita nell'area di Velletri per rilevare la 34a Divisione. Una pattuglia in esplorazione nell'area di Velletri scoprì un varco indifeso lungo la linea tra il 1° Corpo Paracadutisti e il 76° Corpo di Armata Panzer e nella serata del 30 maggio 2 reggimenti della 36a Divisione USA si infiltrarono profondamente prendendo il controllo del monte Artemisio. La 14a Armata Tedesca continuava a resistere ma la sera del 2 giugno la 36a Divisione USA avanzava verso i “Castelli” in direzione Roma, mentre il 2° Corpo di Armata Americano si incuneava tra Velletri e Valmontone in procinto di tagliare la via Casilina. Ormai la la linea Caesar era stata compromessa e il Generale Von Mackensen il 3 giugno ritirò la 14a Armata a sud di Roma e Kesselring dichiarò “Roma città Aperta” e autorizzò il ritiro generale di tutto il gruppo di Armate C a nord di Roma tranne che per le unità di retroguardia che avevano il compito di ritardare l'ingresso a Roma degli Americani. I primi elementi della 5a Armata di Clark entrarono nei sobborghi di Roma il 4 giugno. Le forze Speciali Americane con l'appoggio dei carri combatterono per circa 9 ore contro le retroguardie Tedesche , queste ore furono sufficienti per far uscire tutte le unità Tedesche dalla città. Nel primo pomeriggio del 4 giugno la 1a Divisione Corazzata e la 36a Divisione Americana avevano raggiunto la periferia sud e dopo il tramonto le unità della 5a Armata di Clark si infiltrarono fino nel centro di Roma, e dalla mattina del 5 giugno ci fu l'entrata a Roma in vasta scala. Finalmente la città eterna era libera e il Generale Clark era arrivato prima dei Britannici, ma questo fu l'unico giorno di gloria perchè il giorno dopo le prime pagine dei giornali parlarono esclusivamente dello sbarco in Normandia.
Messaggero del 6 giugno 1944
 
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